Alimentazione, chi ha ragione?

Il primo concetto d’affrontare è che agli atleti veri :  NBA, olimpionici, nazionale di sci, ecc, dell’alimentazione interessa sino ad un certo punto. Ci sarà sempre il fissato che giustamente vuole nutrirsi bene, però il mondo è pieno di campioni che si alimentano alla razzo e sono dei campioni.

Se pensate che cambiando strategia alimentare farete il salto di qualità vi sbagliate di grosso.

Mangiare bene lascerà le cose nella norma, mangiare male le peggiora. Insomma con l’alimentazione si arriva al massimo ad un pareggio, non si vince mai ma si evita di perdere.

Ora l’alimentazione è una cosa complicatissima , chi vi dice che ha una soluzione al problema SICURAMENTE se va bene ha trovato solo un pezzo dell’enorme puzzle che riguarda l’argomento. La maggior parte delle chiavi del corpo umano rimangono ancora chiuse e passeranno ancora molti, molti anni prima di trovare le chiavi.

L’invito di questo mio breve articolo è quello di rimanere sempre recettivi di fronte alle novità, ma se veramente volete cercare di fare luce sull’argomento, non fermatevi ai libri sulle diete, ai proclami e ai nuovi messia.

Per esempio ora nell’ambiente impazza la paleo diet con  relative guerre sante tra detrattori e sostenitori. In quanti si sono fatti un’esame del sangue prima e dopo e hanno comparato, glicemia, azotemia, ecc?

Volete diventare i paladini della nuova moda? Almeno testate dai parametri da portare come supporto alla vostra tesi.

La paleo può essere  interessante, io mi sono prefissato di provarla basandomi sui valori fisiologici del mio corpo (esami del sangue , BIA), non su quanto mi sento più guerriero nel cibarmi in un modo rispetto ad un altro.

Vi lascio con un link di un mio vecchio articolo, dove ribadivo meglio il concetto: http://www.kettlebellinvictus.it/alimentazione-tra-miti-e-leggende-cerchiamo-di-fare-un-po-di-luce-premessa/

e con questo video molto interessante (preso dalla bacheca di FB di Francesco Currò) : Video alimentazione , volete capirne d’alimentazione? Leggete SOLO libri di BIOCHIMICA, tutto il resto è pubblicità.

 

 

 

Compatto ma decontratto

 

Compatto ma decontratto viene da Ado Gruzza, anche se l’idea sono sicuro che Ado l’abbia presa dalle discussioni che abbiamo avuto inerenti al Girevoy sport.

Per essere performanti bisogna stare decontratti.

La contrazione massima deve avvenire nel minor lasso di tempo possibile partendo da una posizione decontratta.

Vediamo un attimo a livello fisiologico perchè:

Nei muscoli c’è sempre un tono basale minimo. Provate ad uccidere il vostro gatto e a reciderli i tendini della coscia. Vedrete che il muscolo, una volta tagliato il tendine, si accorcia.

L’amico qua sotto ne sa qualcosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pertanto i fusi neuromuscolari che registrano lo stiramento muscolare sono in minima parte sempre attivi.

La maggior espressione di tensione volontaria esprimibile si calcola:

Tensione massima – Tensione basale = Massima tensione volontaria

Pertanto un atleta riesce ad esprimere il massimo della sua forza , si se riesce ad incrementare il massimo della sua tensione, ma anche se riesce ad abbassare il tono di partenza.

SE CONTRAETE ANCORA PRIMA DI PARTIRE STATE PARTENDO COL FRENO A MANO TIRATO.

Video dimostrativo

Le fibre muscolari funzionano con la legge del tutto o del nulla. Come se fossero il grilletto d’un fucile. O spari o non spari.

Video che mostra come avviene la contrazione muscolare

E’ inutile sparare quando il bersaglio non è alla portata.

 

Veniamo ora al dunque, la domanda del giorno è: com’è possibile, è umano?

Video del giorno

Ilya pesa meno di 73kg e solleva 89 volte sopra la testa 64kg in 5′.  Praticamente solleva 18 volte al minuto il 90% del suo peso corporeo.

Per raggiungere questa performance bisogna avere:

Sistema cardiocircolatorio eccellente, questo corre 10km ad una velocità con cui voi fate 400m, se correte altrimenti vi supera dopo i 200m.

Potenza muscolare eccellente, Ilya solleva più del suo peso corporeo con estrema facilità, in tempi brevissimi. Quanto fate di strappo e di slancio? 1 volta il vostro peso corporeo, 1 volta e mezza?

Capacità di rimanere decontratti anche durante la fatica. Quanto tempo riuscite a durare sotto al dolore rimanendo in uno stato di rilassamento?

PRESERVARE I PICCHI DI POTENZA NEL TEMPO E’ L’UNICO MOTIVO PER CUI USARE I KETTLEBELLS.

Volete diventare esplosivi iniziate a sollevare in meno di un secondo kettelbells da 32+32, 40+40, 48+48kg.

Volete diventare funzionali per le prove della vita? Imparate a rimenare esplosivi nel tempo.

Scommetto che se non diventerete compatti ma decontratti non ci riuscirete mai ;)

 

Classificazione e inserimento degli esercizi nel Girevoy Sport Parte 1

Di Amodio Mattia, Master Sport Classe Internazionale

Chi è Amodio Mattia

Chi è Amodio Mattia 2

Chi è Amodio Mattia 3

Gli sportivi sono bravi solo nel loro sport? La preparazione atletica ruota unicamente attorno all’esercizio da gara? Osserviamo  questo filmato attentamente

Programmare…ormai se ne parla (finalmente) e tutti hanno capito che il programma o meglio la programmazione è ciò che ci porta al Risultato.  Partire da un punto zero e arrivare attraverso vari cicli ad un punto più alto…quanto alto?? se sapevo rispondervi , non starei qui a scrivervi , ma leggerei le carte a sarei più simile al mago Otelma.

Scherzi a parte…nessuno sa di quanto state migliorando, l’unica cosa che si può fare è, attraverso gli esercizi inseriti nel programma, capire quanto siete vicini ad una meta e avvicinarsi il più possibile ad un risultato ipotetico.
Oggi vorrei parlarvi della scelta e dell’ inserimento degli esercizi.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI

ESERCIZI DA GARA: sono le alzate principali che non dovranno mai mancare nell’allenamento e che dovranno essere sempre eseguite con cura e attenzione tecnica

ESERCIZI DI ASSISTENZA : sono quegli esercizi che racchiudono parti del gesto da gara. Sono esercizi importantissimi da inserire in tutti gli allenamenti e danno la possibilità di spingere oltre il nostro corpo conservando e migliorando contemporaneamente il gesto tecnico principale.

ESERCIZI COMPLEMENTARI:
Sono quegli esercizi che non contengono parti del gesto da gara ma che coinvolgono le catene muscolari necessarie per rinforzare i distretti muscolari.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI NEL GIREVOY SPORT

Esercizi da gara: Slancio, Strappo , Slancio completo

Esercizi di assistenza: military press con ghirie , push press con le ghirie , mezzo squat , mezzo squat con uscita su punte, mezzo slancio , mezzo strappo , mezzo strappo alto , mezzo strappo con seduta sulle gambe, mezzo squat dalla posizione di fissaggio con le ghirie in alto e le braccia stese.

Esercizi complementari: military press bilanciere ,salti,  squat profondo, mezzo squat col bilanciere, stacco da terra , stacco rumeno, trazioni , parallele , esercizi a corpo libero generali.

QUANDO E QUANTO INSERIRE GLI ESERCIZI

Esercizi da gara : TUTTI GLI ALLENAMENTI

Esercizi di assistenza: TUTTI GLI ALLENAMENTI FINO A 3/4 SETTIMANE PRIMA DELLA GARA

Esercizi complementari: 70-90% degli allenamenti fino a 2-3 mesi prima della gara

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Esercizi da gara : sempre all’inizio dell’allenamento per curare la tecnica d’esecuzione e dare la priorità al gesto principale da allenare.

Esercizi di assistenza e complementari: qui il discorso e più complesso , di solito si inseriscono dopo gli esercizi da gara (tranne in alcuni casi di prestancaggio ).
Da stabilire è l‘intensità dei due esercizi è sempre meglio mettere subito dopo l’esercizio di gara un suo assistente , cioè  uno di quegli esercizi che contengono ancora parti tecniche del gesto principale cosi da poter definire bene e concentrare ancora gli sforzi su una componente tecnica e rafforzare sia la muscolatura che la fluidità del gesto.
Dopo di che continuare l’allenamento con un esercizio complementare più pesante.
Quanto pesante? anche qui dipende dal periodo e da che tipo di allenamento state affrontando, comunque io consiglio sempre massimo una quindicina di kg in più del peso di gara (es: se vi allenate con i 24kg non usate bilancieri più pesanti di 70kg per gli esercizi complementari)

Ricapitolando un esempio d’allenamento potrebbe essere:
Slancio 24+24kg (esercizio dai gara ) 5′ di lavoro continuo, riposare 2′, ancora 2′ di slancio, riposare 1′ ,ancora 1′ di slancio.
Riposare 5′
Esercizi d’assistenza
Mezzo squat specifico 28+28kg 20rip subito 24+24kg 30rip subito 16+16kg 40rip (stripping).
Military press con ghirie da12+12kg arrivare a 60reps in meno serie possibili.
Riposare 5′
Esercizi complementari
Squat profondo col bilanciere 60kg 1′ di lavoro continuo, 2′rec, 65kg 1′ di lavoro, 2′rec, 70kg 1′ di lavoro.
Trazioni alla sbarra 3xmax
Addome e lombari per concludere.

Questo potrebbe essere un inizio di come strutturare una tabella d’allenamento per poi proseguire con un programma più strutturato e complesso allo scopo di raggiungere  l’OBIETTIVO.

Rivoluzioni a suon di slogan

Rivoluzioni a suon di slogan

Ieri si è conclusa la prima giornata della certificazione di Raw Training

69 persone sicuramente un gran successo. Ora però è inutile crogiolarsi del successo ma invece può essere utile capire cosa poteva andare meglio.

Nel fitness esistono 3 tipi di persone:

1) Gli amanti del sudore e della fatica “per allenarsi serve tanto cuore e poco altro”. E’ inutile per questi farsi tante pippe su schemi, programmi e periodizzazione. L’allenamento deve essere qualcosa d’istintivo. I soldati mica programmano e loro sono i marines della palestra

2) Gli amanti delle seghe mentali. Questo utente passa molto più tempo a leggere che ad allenarsi. Non farebbe mai un allenamento se non attentamente programmato, se i numeri non gli dessero la certezza assoluta della bontà di quello che sta facendo.

3) I rawer, quelli che prendono una sfida con se stessi e scelgono di padroneggiare determinate skill e di domare i loro demoni. Costoro si danno un obiettivo difficile ma raggiungibile e lottano per conquistarlo.

Ecco l’obiettivo della certificazione di Raw Training dovrà essere quello di mostrare che nell’allenamento funzionale la strada migliore per ottenere dei risultati è quella di darsi degli obiettivi. Avete goduto dopo aver superato lo snatch test? Il traguardo di 100 ripetizioni vi ha appagato?

Bene è ora di passare oltre, è ora di darsi come obiettivo 100 snatch con il 32kg.

Noi vi mostreremo questa strada, vi mostreremo che facendo come diciamo a parità d’energie otterrette di più.

Forse alla certificazione di ieri avremmo dovuto rimarcare di più questo aspetto per mostrare a chi fa parte della prima e seconda categoria , che l’insieme dei due addendi da più del singolo.

Il nostro pubblico può essere enorme, quello che diciamo, scriviamo, facciamo non lo ottiene nessuno.

Il mercato è pronto per la rivoluzione e le rivoluzioni si fanno anche se non soprattutto a suon di slogan.

 

Abbiate il coraggio di prendere una sfida con voi stessi, i demoni urlano è ora d’imparare a domarli.

Momenti di gloria

Dal film \”Momenti di gloria\”

I 400 metri, in atletica,  vengono definiti IL GIRO DELLA MORTE , arrivati ai 300m devi trovare in te le forze mentali per non decelerare, per non ascoltare i muscoli martoriati dalla fatica.

Nel Girevoy Sport il giro della morte dura 10 MINUTI, praticamente un girone infernale. Hai il tempo per guardare in faccia alla fatica, per conoscerla e assaporarla. Come dell’acqua che si insinua in ogni fessura, il dolore scorre nel tuo corpo, nel tuo cervello.

Non so chi ce lo fa fare, però alla fine ogni volta ti rimetti alla prova, ogni volta sali su quella pedana senza sapere come sarai quando scenderai.

Momenti di vita, rapidi battiti in cui ognuno brilla d’una luce propria, interiore.

Chi sale sa che cosa si prova, cosa sono quegli attimi che svaniscono rapidamente come un sogno ma che rimangono impressi nella mente e nel cuore per sempre.

Perchè in fondo se noi siamo quello che facciamo siamo anche quello che conquistiamo. E ognuno che sale in pedana conquista qualcosa, magari non di grande o memorabile ma qualcosa di unico per se.

Perchè ognuno è il campione di se stesso.

Ieri alla prima gara del project inVictus tutti hanno provato a dare il meglio di se. C’è chi è andato a casa contento, chi invece è rimasto deluso. In ogni caso tutti abbiamo arricchito di questo momento la nostra vita.

Oggi la monotonia ha ripreso a scorrere uguale, eppure ognuno ancora sente le grida d’incitazione, il sudore che bagna gli occhi, le mani che fanno male.

D’altronde 10′ in una vita sono solo momenti, MA SONO MOMENTI DI GLORIA.

Ringrazio Sergio Tanda e la sua palestra Vital ad Ovada, per l’ospitalità ECCEZIONALE. Mi dispiace per i ragazzi che sono andati via prima e non ci sono nella foto. Mi dispiace per quelli che non sono potuti venire, spero un giorno di passare una giornata assieme a tutti.

Intanto come sempre GRAZIE per condividere questi momenti (di gloria).

Io nel mio piccolo ho fatto 61 SLANCI COMPLETI. Devo dire che sono orgoglioso di me stesso :)

61 Slanci completi

 

Andrea

PROGRAMMAZIONE Vs ISTINTO nell’allenamento della Forza Resistente

 

L’allenamento è innanzitutto un processo mentale (by Ironpaolo, ora le parole esatte non le ricordo) . Questo non vuol dire solo che la mente programma il gesto atletico che staremo per fare ma anche che lo governa, lo DOMINA. L’essenza della forza non sta nei muscoli ma nella testa (sempre Paolo).

La maggior parte di noi si allena come un carcerato , da solo, al buoi, nell’umidità:

Alessio

Mattia

Marco

Fabio

Davide

Ecc ecc

Un esercito di reclusi che si allenano sempre davanti alla stessa parete, che bagnano sempre lo stesso pavimento,  senza mai un incitamento, una figa, soli coi propri kettlebell, con la propria MENTE.

Così la fatica scalpita , il dolore avanza e come delle sirene ammaliano chi si allena, promettendoli pace e piacere se smetterà la serie. L’allenamento diventa una lotta contro se stessi, una resistenza alla fatica e al dolore.

Il passo successivo è quello di farsi frustare da un donnone di 100kg in latex.

Donnone di 100kg

E’  in quest’ottica che vorrei farvi leggere la visione della PROGRAMMAZIONE vs ISTINTO. A presiedere sopra i due punti c’è la fatica, ancora sopra la vostra mente.



 

Voi siete padroni di voi stessi.  Non potete essere sicuri di niente se non di quello che farete. Ma potete essere certi di portare a casa il prossimo estenuante allenamento?

Quanti  hanno lasciato a metà un allenamento, si sono fermati a 7’, si sono detti oggi non è giornata?

Oggi vi svelerò il miglior programma di forza resistente al mondo:

1 x MAX – TUTTI I GIORNI

Se voi foste dei campioni, con le capacità di recupero dei campioni, ma soprattutto con la resistenza alla fatica dei campioni, spingere al massimo ogni giorno sarebbe un ottimo programma. Conosco almeno 4 campioni del mondo che 1/4 dell’anno si allenano così.

Tutti i giorni 10’ come in gara.  Alla fine il massimale diventa la routine.

Questo allenamento che teoricamente potremmo definire ISTINTIVO, visto che ogni giorno, a seconda di quanta benzina avete, il risultato cambia, è la cosa peggiore che possono fare i comuni mortali, almeno nei primi 2 anni dall’allenamento.

Un campione non è tale solo perché ha doti fisiche sopra la media, ma anche perché ha doti mentali sopra la media. Quello che nella scala di Borg http://www.my-personaltrainer.it/scala_di_Borg.htm ,   verrebbe vissuto come un allenamento estremamente pesante, un campione lo vive come uno sforzo un po’ pesante.

Ho visto gente aprirsi la carne, avere crampi e continuare come se non fosse successo nulla.

Ecco qui entra in gioco la PROGRAMMAZIONE. Per i comuni mortali un’ancora di salvezza. Programmare vuol dire prendere un impegno, fare una promessa a se stessi.

Quante volte avrei mollato prima? Quante volte non mi sarei allenato perché mi sentivo troppo stanco? Quante volte avrei fatto altro?

Eppure ogni volta il programma mi ha riportato in riga , ogni volta programmare mi ha fatto ottenere di più. Molte volte la forza di volontà cede, alla 50esima ripetizione butteresti giù il peso, ma nel programma c’è scritto 55. Bene il programma ti fa macinare le ultime 5 ripetizioni che da solo non avresti mai fatto.  Programmare vuol dire avere una meta, chiunque si ferma quando sopraggiunge troppo la fatica, se deve correre senza un traguardo. L’arrivo invece ti dice che alla fatica c’è un limite, basta arrivare, stringere i denti e non mollare. Poi la soddisfazione per l’obiettivo centrato ripagherà tutti gli sforzi.

Quante volte mi sono sentito bene, semplicemente perchè avevo fatto il mio dovere, avevo completato il programma.

Alla fine anche i campioni non spingono mai sempre al massimo, anche superman ha bisogno di tornare Clark Kent, non conosco nessuno capace di dare il 100% tutto l’anno.

Non importa che programma seguitate, l’importante è che abbiate fiducia in lui, che sia un programma tarato sulle vostre possibilità, con un carico ascendente ma graduale.

Per concludere, nel bene o nel male ,tutti quelli che salgono in pedana programmano, alla fine tutti quelli che ottengono i MIGLIORI risultati hanno programmato.

Per questo se di questo articolo dovete ricordarvi qualcosa, prendete questo:

IL PROGRAMMA MIGLIORE è SEMPLICEMENTE QUELLO CHE VI FA SPINGERE UN PO’ DI Più RISPETTO A DOVE VI SARESTE FERMATI. Se il programma è troppo facile vi fermate prima, se il programma è troppo difficile vi fermate prima demoralizzati, se il programma è giusto vi fa dare quel colpo di reni per arrivare un po’ più in la.

 

Finendo torno alla prima parte dell’articolo e vi lascio un filmato per aiutarvi ad usare la mente come un acceleratore di risultati:

Il motivatore

 

Se avete commenti fateli a questo link http://www.rawtraining.eu/forum/kettlebell-girevoy-sport/675/

Il futuro è più importante del presente

Ogni cosa ha una sua evoluzione, c’è chi parte a mille per poi schiantarsi al 30esimo chilometro, c’è chi parte piano per carburare a metà gara e sprintare alla fine. Anche nelle preparazione atletica tutto quello che sembra miracoloso nei primi mesi, si rivela inefficace alla lunga.

Tutto ha una sua curva di crescita:

Meno di tre anni fa ho conosciuto grazie a Amodio Mattia i kettlebell. Mi sono allenato, mi sono appassionato, ho iniziato a conoscerli. Piano piano ho imparato da chi ne sapeva più di me e tuttora continuo a farlo. Ho preso a scrivere su internet, ho aperto un blog, creato una squadra sportiva e mi sono unito a dalle persone.

Grazia all’unione sabato scorso alla convention ISSA,

il punto di riferimento del fitness che conta, quello che non si fa magiare dalla pubblicità, che invita medici, specialisti, professionisti al massimo livello, abbiamo tenuto il primo corso ASI/KETTLEBELL.

E’ stata un’occasione per conoscere nuove persone, 22 partecipanti, ma soprattutto è stata un’OCCASIONE. Perchè grazie a questa iniziativa sono entrato in contatto con le due massime realtà del fitness in Italia. Massime nel senso di visibilità e professionalità. Grazie a questa giornata si sono aperte veramente due porte incredibili.

Non posso dirvi ancora di che si tratta, il progetto è ambizioso e ci vorrà del tempo. Come al solito chiederò ai miei amici-collaboratori di percorrere questa nuova avventura con me. Il gruppo arriva sempre più lontano del singolo.

Intanto posso dire senza mezzi termini che stiamo vivendo una nuova alba, un nuovo modo d’interpretare l’allenamento funzionale sta uscendo, un mondo dove conoscere il corpo umano conta, dove la presenza d’allenatori che portano atleti in pedana è fondamentale. Un mondo dove le diverse realtà (mediche, sportive, scienze motorie, fisiche e ingegneristiche) si incontrano per parlare e crescere assieme.

C’è voluto del tempo perchè tutto questo potesse avvenire e ancora del tempo ci vorrà perchè la strada sia completamente spianata. Ma intanto siamo parti, intanto le persone hanno iniziato a confrontare a scoprire cosa si cela più in la.

Per ogni persona che conosciamo una nuova porta si apre, un nuovo confronto si instaura, come scrive Federico:

c’è spazio…..le cose possono cambiare

Mi dispiace per i ragazzi che sono dovuti scappare e non ci sono nella foto.

Ringrazio Andrea Guana e Luciano Panciroli per aver fatto il corso assieme a me.

Il prossimo appuntamento fissato intanto è con la certificazione di Rawtraining.

Il futuro è alle porte è un peccato non lasciarlo entrare.

 

Andrea

RKC EXPERIENCE di Emanuele Conti

Sono sempre stato e lo sono tutt’ora, molto perplesso per quel che riguarda il metodo RKC. Tuttavia è inconfutabile che sia la punta di diamante del movimento Kettlebell mondiale. Pavel ha introdotto un nuovo modo d’approcciarsi ai pesi, almeno  nel mondo del fitness, aprendo una porta a tutti noi.

Così che ben venga l’RKC visto che di rimando, volendo o non volendo, viviamo di luce riflessa.

Lascio la parola a Emanuele che molto gentilmente ha scritto un pezzo sulla sua nuova esperienza e vi invito a rifletterci e ad intervenire in modo costruttivo come lui ha fatto.

 

RKC EXPERIENCE

Mi presento, sono Emanuele Conti, 27 anni dell’Umbria, un personal trainer della Federazione Italiana Pesistica nonché maniaco delle kettlebell, che utilizzo da oltre tre anni, delle quali ho conseguito le certificazioni di tutti i tipi (FIKDA – FGSI), nonché praticante agonista di girevoysport.

Sono quì a scrivere queste righe su richiesta di Andrea, riguardo la mia ultima esperienza formativa, la certificazione RKC, tenuta ad Udine il 3-4-5 Giugno scorso. Premetto subito che da sempre mi sono tenuto fuori dai dibattiti esistenti Girevoy Sport vs HardStyle… per il semplice fatto che secondo me non esiste, sono due aspetti diversi della stessa medaglia. Non mi sono mai schierato con nessuno, non difendo questo o quel sistema per principi assoluti…io da sempre provo, cerco di capire e confrontare, cercando di prendere tutto quello che di buono c’e’ in tutte le cose, perché c’e’ sempre da imparare da tutto e tutti.

Corso Russian Kettlebell Challenge quindi…Mi sono preparato per 7 mesi, durante i quali ho cercato di perfezionare la mia tecnica ed aumentare i miei volumi di lavoro, in modo tale da potermi presentare non solo pronto ma possibilmente con numeri tali da eseguirlo agevolmente. Ed in effetti mi presentavo con un buon 3’59” nel tanto decantato snatch test (100 rep in 5’ col 24kg), ed un 10’34” nel S.S.S.T. (200 snatch in 10’ col 24 kg), oltre ad un volume notevole ed unadiscreta tecnica nello swing, get up, press e goblet squat (gli esercizi cardine del corso), facendomi seguire dal punto di vista tecnico da Campisi Fabio, rkc instructor di Siena, preparato e scrupoloso come pochi.

Appena arrivati ci viene consegnato il programma delle tre giornate e già si capiva che aria tirava,con l’inizio dei lavori fissato per le 8 di mattina fino le 18.30 di pomeriggio, con una pausa pranzodi 45’. Lo snatch test che veniva eseguito come test d’ingresso al primo giorno, è stato spostato come prima cosa (ore 8 del mattino…) dell’ultimo, assieme a tutti gli altri test tecnici. Avendo frequentato diversi corsi della durata massimo di due giornate, pensavo che in questo caso visto che ne durava tre ci sarebbero state qualche pausa o una maggiore flessibilità negli orari. Niente… tutti gli orari venivano rispettati al minuto e guai a presentarsi in ritardo… tanto per farvi capire il secondo giorno il termine della pausa pranzo era fissata per le 13.30… in sedici, compreso io, ci siamo presentati alle 13.32 ed il conto è presto fatto: 10 swing a persona che per 16 fanno 160 da sommare ai 100 già prescritti per un totale di 260 swing punitivi – educativi da effettuare al campo sportivo che distava un centinaio di metri… Altro aspetto che non ho mai riscontrato negli altri corsi in dosi così massicce, oltre il rigore e la rigidità comportamentale (nella migliore tradizione militare), è la maniacalità sui particolari tecnici… tutti, da Pavel fino all’ultimo degli assistenti, parlavano ed agivano con un’ unica linea comune, parlavano tutti lo stesso linguaggio, che vedeva nella perfetta esecuzione tecnica di ogni singolo gesto l’obbiettivo principe. Nessuna pietà se eri stanco, non si scende a compromessi… qualità è sinonimo di sicurezza.

Quello che mi piace del girevoy sport è il volume di lavoro, il gusto di resistere e macinare ripetizioni man mano che la fatica aumenta… posso dire che ho trovato tutto ciò anche in questo corso, in questa scuola di pensiero, rivolta si alla forza massima, ma che ha come mezzo pratico peril raggiungimento della perfezione tecnica la ripetitività dei gesti con volumi extra-large. Mi si era detto… “guarda che all’rkc all’infuori di quei 6 esercizi non c’e’ nulla di nuovo…” vero, ma la qualità ed ogni piccolo dettaglio che veniva aggiunto per ognuno di essi faceva si che lo stesso esercizio svolto poco prima era come se fosse totalmente nuovo. E’ facile dire swing… è un’oscillazione del kettlebell tra le gambe, vero… però c’e’ modo e modo di eseguirlo… e vi assicuro che è tanta roba. Per non parlare poi dell’atmosfera che si respirava, di esaltazione mista a sofferenza che in certi frangenti si è tramutata in disperazione, dove tutti erano pronti ad aiutare ed incitare il compagno che prima d’ora non avevano mai visto ne conosciuto… una bella esperienza di vita.

Altra differenza sostanziale è che per un corso del genere i partecipanti si preparano appositamentee si presentano tutti carichi e motivatissimi all’appuntamento ma… non significa che si ottenga in automatico la certificazione una volta che si è provveduto al pagamento. In Italia purtroppo c’e’ questa brutta abitudine, che personalmente odio con tutto il cuore, che una volta che si è pagato l’obolo è quasi un diritto ricevere una eventuale attestazione, qualifica o riconoscimento… Con questo non voglio dire che una persona deve essere bocciata svariate volte, ma credo che il personale che giudica debba avere la correttezza e la personalità di far ripetere l’esame a coloro che non ritengono all’altezza (ovviamente senza pagare nuovamente, sennò assume una motivazione economica). Ebbene tutto ciò nel corso RKC esiste e visti i numeri del corso di Udine credo sia ben evidente… Mi si obbietterà che in fin dei conti le bocciature sono “fittizie”, se non si supera una prova si spedisce il video nei mesi successivi ed il gioco è fatto…Probabile che sia così, ma non così scontato, in fondo tutti coloro che svolgono i tre giorni di attività è impossibile che ne escano senza aver acquisito un minimo gli schemi motori insegnati, vista la ripetitività e la quantità di lavoro svolto, ed è anche giusto poi che abbino una seconda possibilità.

Ha ragione Pavel quando dice che la certificazione RKC ce la si guadagna con il lavoro… Ho letto persone che dicevano che l’unica certificazione valida è il duro lavoro, non ci sono seminari, workshop o corsi vari che valgano tutto ciò… vero, anzi verissimo, ma per questo tipo di corso sono pronto a mettere la mano sul fuoco che tutti e dico tutti si sono impegnati e preparati duramente per portarlo a termine con successo, tanto è vero che ho visto ragazzi e ragazze che piangevano per la delusione di non aver superato lo snatch test o una prova tecnica ed essere stati rimandati, perché in fin dei conti il corso RKC è una competizione, non con gli altri, ma con se stessi. Una sfida che sicuramente da una bella sferzata in positivo alla determinazione personale…

Detto tutto ciò sono convinto che non esiste un solo metodo di interpretare una disciplina sportiva, ne tantomeno ne esiste uno giusto ed uno sbagliato… e per fortuna sia così.Per questo invito tutti coloro che sono portati a sminuire la scuola di pensiero opposta, sia esso rkc o girevoy sport o kettlebell training, come in altri ambiti sportivi e non, a rispettarla sempre e soprattutto se si vuole esprimere una opinione, un giudizio di sorta bisogna prima provare con mano ciò che si vuole giudicare, non soltanto per sentito dire o per pre-concetti assoluti.

Ho sentito dire “un girevik lo snatch test RKC lo supera con una braccio”… presentatemelo, sarò il primo a stringergli la mano e fargli i complimenti, io ancora non l’ho visto… non tanto per i numeri, la quantità, ma piuttosto per la modalità di esecuzione, per la qualità Personalmente ritengo che per un rkc passare al girevoy sport sia più “semplice” (permettetemi il termine, anche se non è corretto) che non il contrario, ma questa è una mia opinione personale, che rimango comunque amante della competizione agonistica sempre e comunque.

Il metodo RKC è molto utile nella preparazione atletica di uno sport a differenza del Girevoy Sport che è uno sport vero e proprio, che però non è detto non possa essere praticato con la metodica hardstyle, con risultati forse minori (dico forse perché un rkc non si è mai preparato nello specifico…quindi non ho le controprove). Il vero successo sta nel combinarle (per quanto possibile) per ottenere il massimo ed è quello chevoglio provare a fare…Morale della favola, qualunque strada intraprendiate, dovrete darci dentro e impegnarvi al massimo sempre e comunque se volete raggiungere gli obiettivi prefissati, perché in questo caso non vi regala niente nessuno, ed il bello sta proprio in questo. Detto ciò concludo che quanto scritto sono pensieri personali, non condivisibili, ma non per questo sbagliati.

Riunendo in un immaginario abbraccio tutti i fratelli del ferro auguro a tutti un buon allenamento serio, costante, razionale e produttivo!

Emanuele Conti

Emanuele ha un’associazione in Umbria e invito tutti ad andarlo a trovare, http://www.umbriaktc.it/

Grazie

Il percorso

Tutto quello che ci circonda traccia nel corso della sua esistenza un percorso.  Uno studente si iscrive all’università  e poi diventa dottore. Un ragazzo e una ragazza si conoscono , si sposano e poi hanno dei figli. Un atleta inizia da principiante e poi diventa Master Sport.

Tutto ha un’evoluzione a patto di dedicarci amore e tempo. La COSTANZA E’ IL REQUISITO FONDAMENTALE PER COSTRUIRE. Senza costanza le coppie si lasciano, le facoltà si abbandonano, i risultati non arrivano.

Ci sono risultati che oltre alla costanza però richiedono anche sacrificio (cuore, coraggio) e ingegno (mente, intelligenza).

Senza questo per quanto uno possa essere forte, non raggiungerà mai certi livelli. Cuore e mente sono indispensabili per arrivare dove uno non credeva di poter mai arrivare.

 

Oggi vi voglio raccontare un percorso intrapreso poco più di due anni fa.

Questo ero io nel 2009 Slancio completo 56 rip 2009

Questo sono io oggi Slancio completo 58 rip 2011

Ho aggiunto due ripetizioni ma sono passato dai 24kg ai 32kg. 58 ripetizioni sono tante, 3 più del Master Sport. 58 ripetizioni sono ore e ore passate a divertirmi, a combattere i miei Demoni, come direbbero i ragazzi di Rawtraining.

Oggi ho 31 anni, ho voglia di dire chi sono anche attraverso questo mio hobby. Ho voglia di crescere , di confrontarmi, d’andare avanti.

Ho voglia tra altri due anni, di scoprire dove sarò arrivato.

Perchè in fondo, SE NOI SIAMO LA NOSTRA STORIA,

questo è il mio PERCORSO.

Andrea

C’era una volta l’anatomia applicata

Ci sono cose che cambiano la vita, vincere il superenalotto, trombarsi Belen, scoprire che si è Gay. A me ha cambiato la vita (lavorativa) iscrivermi all’ISSA. Se ad ottobre inizio a fare osteopatia lo devo a loro.

Ci sono materie che se non hanno un nesso pratico perdono d’interesse, perdono d’essenzialità. Una di queste è l’anatomia. Esame temutissimo, studi come un matto, appena lo dai dimentichi il 95% delle cose. Peccato, peccato perché l’anatomia è l’essenza di chi lavora con il corpo.

UNO NON PUO’ ESSERE VERAMENTE BRAVO SE NON CONOSCE L’ANATOMIA.

Anzi vi dirò di più se non conosce l’anatomia APPLICATA.

Perché il bello ma anche il difficile sta nel capire come quello che uno ha studiato su un libro, poi si realizza nella pratica. Tutti hanno studiato la spalla, però poi tutti fanno fare le tirate al mento o le alzate laterali in intrarotazione. Ci deve essere qualcosa che non va. C’è un gap che frega chi studia ma poi non è in grado di capire come applicare.

Oggi vediamo un accenno d’anatomia applicata. Ve lo dico subito, se la capite ve ne innamorate, vi apre la mente. Scegliete pillola rossa o pillola blu. Se continuate a leggere, quasi tutto quello che vedrete in giro, capirete che è una cagata pazzesca.  Diventerete antipatici a tutti. Mr NOn va bene.

Partiamo dalla fisica.

La terza legge di newton che dice? Che se dai uno schiaffo te ne torna indietro un altro, o meglio, quando un corpo esercita una forza su un altro corpo, quest’ultimo reagisce esercitando sul primo una forza uguale e contraria.

Di solito si fa l’esempio del pattinatore su ghiaccio. Se voi su una pista da pattinaggio spingete il bordo della palizzata andate indietro. Questo perché il bordo vi restituisce una forza uguale e contraria a quella espressa.

Bene ricordatevi questa legge perché è alla base del sollevamento pesi. Quando voi esercitate una forza su un peso, quest’ultimo ve la restituisce.

 

C’era una volta la pectoral machine.

In tutte le palestre non può mancare questa macchina stupenda. Probabilmente chi ha la parte centrale del gran pettorale poco sviluppata troverà un gran giovamento nel fare questa macchina (per i più creduloni, sto scherzando). Ma a livello articolare fa bene utilizzare questa macchina? È biomeccanicamente corretta?

Faccio un attimo una precisazione. Voi quando vi allenate lavorate con i muscoli. Questi rispondono SEMPRE allo stimolo. Che il movimento sia corretto oppure no, il muscolo si contrae. Uno diventa grosso a fare tutti i movimenti del razzo di sto mondo. SONO LE STRUTTURE SOTTOSTANTI A SOFFRIRE DEI MOVIMENTI BIOMECCANICAMENTE SCORRETTI. Articolazioni, tendini, borse sono l’anello debole della catena. In movimenti dove la velocità è limitata (esercizi da palestra) difficilmente è il ventre muscolare a risentirne.

Stavamo parlando della pectoral. Partiamo dalla funzione del gran pettorale, lasciando stare i fasci clavicolari o quelli sterno –costali, restiamo sul semplice.

Il gran pettorale che fa?

-          Adduce

-          Flette

-          Intraruota

Bene nella pectoral partiamo da una posizione abdotta extraruotata e finiamo in una posizione addotta extraruotata (non intraruotata come invece fisiologicamente dovrebbe avvenire) , già qua le cose dovrebbero iniziare a puzzarvi. Ora vediamo le forza che stiamo imprimendo cosa scatenano. Questa è la pectoral:

Questa invece è una leva del ju jistu:

 

La leva, dal disegno non si vede, parte quando l’avversario ha il braccio addotto e flesso a novanta gradi , proprio come nella pectoral.

In tutte e due i casi si sforza il braccio flesso in extrotazione. Questo per l’articolazione della spalla è estremamente lussante.  In più pensate all’omero come ad una trave.

Quando spingete da un lato gira dall’altro. Questo comporta  una pressione della testa dell’omero nella cavità glenoidea con relativa compressione della capsula articolare. Provate a tenere il braccio a 90° addotto e con la mano opposta spingete il gomito mantenendo una contrazione isometrica. Sentite la vostra spalla come si coatta (incassa).

Insomma io con tutti gli esercizi del mondo la pectoral non la farei. Poi ci sarà chi la fa da vent’anni e non ha nulla. Però magari dopo qualche tempo iniziate a sentire un dolorino, un piccolo fastidio, che via via si fa sempre più presente. Non tutti quelli che fumano muoiono di tumore, però io eviterei.

 

Adesso iniziamo a bastonare anche gli amanti dell’allenamento funzionale. Perché lo so cosa pensate. “le macchine fanno schifo, tutto quello che stabilizza artificialmente, destabilizza funzionalmente”. Bene vediamo allora i kettlebells.

Di questo esercizio che mi dite?


Fa bene , fa male? Perché?

Oggi ce l’ho con le immagini delle leve articolari,ma è solo per farvi capire.

leve articolari

La maggior parte delle lussazioni o sub lussazioni alla spalla avviene anteriormente, sapete quando? Quando le persone si infilano la giacca.

infilarsi la giacca

Questo perché i legamenti anteriori, della spalla, sono i più fragili. Noi discendiamo dalle scimmie. Una volta camminavamo a quattro zampe. Le forze erano principalmente tutte posteriori. Quando nell’esercizio si esercita una forza contro il suolo, questo risponde con una forza contraria che si scarica anteriormente sulla spalla. Se le persone si fanno male a infilarsi la giacca , figuriamoci in un esercizio in instabilità con sovraccarico.

Anche questo esercizio è così da evitare.

 

CONCLUSIONI

Tutto quello che avete letto era per farvi capire che le conoscenze teoriche vanno poi applicate nella pratica. Altrimenti è inutile studiare. Il web, la palestra è piena d’esercizi dannosi.  La maggior parte dei gesti sportivi è biomeccanicamente scorretta (nuoto, lanci, bici, ecc) però il fine è un risultato sportivo. È invece da stupidi fare degli esercizi che a poco a poco possono fare male. Io vedo un sacco di guru che non conoscono un tubo, fanno trazioni dietro al collo, torsioni del busto con sovraccarichi, ecc. Ma ragazzi sveglia , qua non si tratta di vincere il campionato del mondo ma si tratta di salvaguardare il proprio stato di salute. Io mi voglio allenare sino a 70 anni, non ritrovarmi a 40 con le spalle a pezzi.  La maggior parte dei miei lettori è intorno ai 30 anni. Lavorare un modo corretto o scorretto vi sembrerà che farà poca differenza. Bene ne riparliamo fa 10-20 anni ;)

Il mondo dei sovraccarichi offre infiniti spunti, alcuni inutili, altri utili, altri ancora deleteri. Non partite dell’attrezzo o dalla fatica che l’esercizio vi fa percepire. Partite del vostro corpo, dalle leggi fisiche e chimiche che lo governano.  Questo fa la differenza tra allenarsi col cuore e allenarsi  con la TESTA ed il cuore.