Ci sono cose che cambiano la vita, vincere il superenalotto, trombarsi Belen, scoprire che si è Gay. A me ha cambiato la vita (lavorativa) iscrivermi all’ISSA. Se ad ottobre inizio a fare osteopatia lo devo a loro.
Ci sono materie che se non hanno un nesso pratico perdono d’interesse, perdono d’essenzialità. Una di queste è l’anatomia. Esame temutissimo, studi come un matto, appena lo dai dimentichi il 95% delle cose. Peccato, peccato perché l’anatomia è l’essenza di chi lavora con il corpo.
UNO NON PUO’ ESSERE VERAMENTE BRAVO SE NON CONOSCE L’ANATOMIA.
Anzi vi dirò di più se non conosce l’anatomia APPLICATA.
Perché il bello ma anche il difficile sta nel capire come quello che uno ha studiato su un libro, poi si realizza nella pratica. Tutti hanno studiato la spalla, però poi tutti fanno fare le tirate al mento o le alzate laterali in intrarotazione. Ci deve essere qualcosa che non va. C’è un gap che frega chi studia ma poi non è in grado di capire come applicare.
Oggi vediamo un accenno d’anatomia applicata. Ve lo dico subito, se la capite ve ne innamorate, vi apre la mente. Scegliete pillola rossa o pillola blu. Se continuate a leggere, quasi tutto quello che vedrete in giro, capirete che è una cagata pazzesca. Diventerete antipatici a tutti. Mr NOn va bene.
Partiamo dalla fisica.
La terza legge di newton che dice? Che se dai uno schiaffo te ne torna indietro un altro, o meglio, quando un corpo esercita una forza su un altro corpo, quest’ultimo reagisce esercitando sul primo una forza uguale e contraria.
Di solito si fa l’esempio del pattinatore su ghiaccio. Se voi su una pista da pattinaggio spingete il bordo della palizzata andate indietro. Questo perché il bordo vi restituisce una forza uguale e contraria a quella espressa.

Bene ricordatevi questa legge perché è alla base del sollevamento pesi. Quando voi esercitate una forza su un peso, quest’ultimo ve la restituisce.
C’era una volta la pectoral machine.

In tutte le palestre non può mancare questa macchina stupenda. Probabilmente chi ha la parte centrale del gran pettorale poco sviluppata troverà un gran giovamento nel fare questa macchina (per i più creduloni, sto scherzando). Ma a livello articolare fa bene utilizzare questa macchina? È biomeccanicamente corretta?
Faccio un attimo una precisazione. Voi quando vi allenate lavorate con i muscoli. Questi rispondono SEMPRE allo stimolo. Che il movimento sia corretto oppure no, il muscolo si contrae. Uno diventa grosso a fare tutti i movimenti del razzo di sto mondo. SONO LE STRUTTURE SOTTOSTANTI A SOFFRIRE DEI MOVIMENTI BIOMECCANICAMENTE SCORRETTI. Articolazioni, tendini, borse sono l’anello debole della catena. In movimenti dove la velocità è limitata (esercizi da palestra) difficilmente è il ventre muscolare a risentirne.
Stavamo parlando della pectoral. Partiamo dalla funzione del gran pettorale, lasciando stare i fasci clavicolari o quelli sterno –costali, restiamo sul semplice.
Il gran pettorale che fa?
- Adduce
- Flette
- Intraruota
Bene nella pectoral partiamo da una posizione abdotta extraruotata e finiamo in una posizione addotta extraruotata (non intraruotata come invece fisiologicamente dovrebbe avvenire) , già qua le cose dovrebbero iniziare a puzzarvi. Ora vediamo le forza che stiamo imprimendo cosa scatenano. Questa è la pectoral:

Questa invece è una leva del ju jistu:

La leva, dal disegno non si vede, parte quando l’avversario ha il braccio addotto e flesso a novanta gradi , proprio come nella pectoral.
In tutte e due i casi si sforza il braccio flesso in extrotazione. Questo per l’articolazione della spalla è estremamente lussante. In più pensate all’omero come ad una trave.

Quando spingete da un lato gira dall’altro. Questo comporta una pressione della testa dell’omero nella cavità glenoidea con relativa compressione della capsula articolare. Provate a tenere il braccio a 90° addotto e con la mano opposta spingete il gomito mantenendo una contrazione isometrica. Sentite la vostra spalla come si coatta (incassa).
Insomma io con tutti gli esercizi del mondo la pectoral non la farei. Poi ci sarà chi la fa da vent’anni e non ha nulla. Però magari dopo qualche tempo iniziate a sentire un dolorino, un piccolo fastidio, che via via si fa sempre più presente. Non tutti quelli che fumano muoiono di tumore, però io eviterei.
Adesso iniziamo a bastonare anche gli amanti dell’allenamento funzionale. Perché lo so cosa pensate. “le macchine fanno schifo, tutto quello che stabilizza artificialmente, destabilizza funzionalmente”. Bene vediamo allora i kettlebells.
Di questo esercizio che mi dite?

Fa bene , fa male? Perché?
Oggi ce l’ho con le immagini delle leve articolari,ma è solo per farvi capire.

La maggior parte delle lussazioni o sub lussazioni alla spalla avviene anteriormente, sapete quando? Quando le persone si infilano la giacca.

Questo perché i legamenti anteriori, della spalla, sono i più fragili. Noi discendiamo dalle scimmie. Una volta camminavamo a quattro zampe. Le forze erano principalmente tutte posteriori. Quando nell’esercizio si esercita una forza contro il suolo, questo risponde con una forza contraria che si scarica anteriormente sulla spalla. Se le persone si fanno male a infilarsi la giacca , figuriamoci in un esercizio in instabilità con sovraccarico.
Anche questo esercizio è così da evitare.
CONCLUSIONI
Tutto quello che avete letto era per farvi capire che le conoscenze teoriche vanno poi applicate nella pratica. Altrimenti è inutile studiare. Il web, la palestra è piena d’esercizi dannosi. La maggior parte dei gesti sportivi è biomeccanicamente scorretta (nuoto, lanci, bici, ecc) però il fine è un risultato sportivo. È invece da stupidi fare degli esercizi che a poco a poco possono fare male. Io vedo un sacco di guru che non conoscono un tubo, fanno trazioni dietro al collo, torsioni del busto con sovraccarichi, ecc. Ma ragazzi sveglia , qua non si tratta di vincere il campionato del mondo ma si tratta di salvaguardare il proprio stato di salute. Io mi voglio allenare sino a 70 anni, non ritrovarmi a 40 con le spalle a pezzi. La maggior parte dei miei lettori è intorno ai 30 anni. Lavorare un modo corretto o scorretto vi sembrerà che farà poca differenza. Bene ne riparliamo fa 10-20 anni
Il mondo dei sovraccarichi offre infiniti spunti, alcuni inutili, altri utili, altri ancora deleteri. Non partite dell’attrezzo o dalla fatica che l’esercizio vi fa percepire. Partite del vostro corpo, dalle leggi fisiche e chimiche che lo governano. Questo fa la differenza tra allenarsi col cuore e allenarsi con la TESTA ed il cuore.